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La storia degli strumenti di calcolo ha inizio con quella delle
antiche civiltà e per lungo tempo è legata all'impiego di strumenti molto semplici,
ma efficaci per operare con numeri. Il primi strumenti di calcolo utilizzati
sono sicuramente le mani,
impiegate per l'esecuzione di calcoli elementari. La laboriosa scoperta
dei numeri ha preso le mosse dall'invenzione di strumenti utili per visualizzare
e manipolare i numeri stessi. Diversi ritrovamenti risalenti a 30.000-40.000
anni fa, come incisioni su ossa, inducono a pensare ad un uso rudimentale di
simboli per la rappresentazione di quantità numeriche. L'impiego di un insieme
di gettoni, cioè sassolini, o conchiglie, o piccoli elementi in creta, ecc.
per rappresentare i numeri
ha caratterizzato le civ
iltà
più antiche. Il metodo deriva dall'uso della dita per contare e in un certo
senso ne costituisce un ampliamento. Inizialmente, nelle civiltà più antiche
( ad esempio, i sumeri),
il metodo si limitava ad una corrispondenza uno a uno tra i sassolini e oggetti
da contare; inoltre, venivano utilizzati oggetti di forma diversa a seconda
del tipo di elementi da contare. Solo più tardi queste popolazioni sono riuscite
ad approdare al concetto di numero nella forma più astratta, indipendente dal
tipo di elementi da contare. Per facilitare la rappresentazione di numeri grandi,
il metodo fu poi perfezionato introducendo l'idea di rappresentare una quantità
prestabilita di elementi (cinquina, decina, ecc.) con un singolo gettone di
forma diversa. Questo espediente portò probabilmente al concetto di sistemi
numerici fondati su qualche base con l'introduzione di opportuni multipli dell'unità:
in questo caso, un sassolino di forma diversa assume un significato simbolico
più astratto e denota un gruppo di elementi. Questi gettoni erano contenuti
all'interno di una bulla, che doveva essere aperta per verificare la quantità
rappresentata. Un pò alla volta si cominciò a raffigurare sull'esterno
della bulla il contenuto in modo da evitarne l'apertura. Questo processo, spostando
l'attenzione dal contenuto della bulla alla raffigurazione esterna, portò lentamente
all'introduzione di un sistema di scrittura dei numeri indipendente dall'uso
di sassolini e gettoni fino ad approdare all'uso delle tavolette di creta. Un
altro metodo molto comune ed antico per rappresentare numeri consiste nel fare
un opportuno insieme di incisioni su un pezzo di legno o di osso (taglia).
Per contare più facilmente le inci
sioni,
la quinta e la decima incisione venivano indicate con una forma diverse dalle
altre. Un altro metodo molto antico per registrare numeri è rappresentato dall'impiego
di cordicelle annodate.
La dimestichezza che molti popoli avevano con esse nella vita quotidiana ha
certamente suggerito il loro impiego nella rappresentazione dei numeri. Tra
i vari popoli che utilizzarono ampiamente come sistema di registrazione le cordicelle
annodate vanno sicuramente ricordati gli Incas,
i cui Quipu permettevano
di rappresentare dati numerici e altri tipi di informazioni. Sfortunatamente
gran parte dei Quipu è andata persa tra il 1500 e il 1700 con la colonizzazione
europea. Anche se questi strumenti non sono veri calcolatori in grado di eseguire
autonomamente calcoli matematici, hanno comunque dato un aiuto importante all'uomo
nella rappresentazione dei numeri ponendo le premesse necessarie per giungere
al calcolo automatico.
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